Il dialetto di Villa di Tirano: un patrimonio da custodire
Un viaggio tra parole, modi di dire e storia linguistica del nostro borgo.
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La lingua del borgo, ieri e oggi
Un tempo, il dialetto era la lingua principale di Villa di Tirano e delle sue frazioni. Oggi, con il passare delle generazioni, il numero di parlanti è diminuito, ma le parole e i modi di dire conservano ancora il fascino di un tempo. Il dialetto villasco appartiene alla grande famiglia dei dialetti del Tiranese, quelli della vecchia pieve di Villa di Tirano. É una lingua viva, ricca di storia e sfumature.
In breve:
- Esistono differenze tra il dialetto del centro di Villa di Tirano e quelli delle frazioni di Stazzona e Motta.
- Il dialetto villasco è parlato ancora oggi da numerosi emigrati della prima e seconda generazione, residenti soprattutto in Svizzera, Australia, Brasile e Argentina.
- Il patrimonio lessicale preso in considerazione è relativo per ora, ai dialetti di Villa di Tirano centro e di Stazzona.

Un tesoro linguistico di oltre 5.800 parole e 1.000 frasi
Il dizionario online di Villa di Tirano raccoglie più di 5.800 termini in dialetto con relativa traduzione in italiano. Oltre ai vocaboli, comprende circa 1.000 frasi di uso comune e modi di dire che arricchiscono il linguaggio locale. Il lavoro di catalogazione è stato curato da Giacomo Ganza (scomparso nel 2021) e da Plinio Biancotti, che hanno raccolto e documentato con passione il lessico del borgo.
Un dialetto di confine
Il dialetto di Villa di Tirano si trova al crocevia tra diverse influenze linguistiche. Appartiene alla grande famiglia dei dialetti lombardi, ma ha subito nel tempo contaminazioni dal piemontese, dal bresciano e perfino dal romancio svizzero.
Particolarità del dialetto villasco
I dialetti di Villa e frazioni si possono definire dialetti di transizione tra quelli lombardo-occidentali e lombardo orientali, particolarmente influenzati dai dialetti della province di Brescia e Bergamo e da quelli comaschi.
Meno rilevante l'influenza della lingua romancia della vicina Engadina: si tratta per lo più di parole prese a prestito dal Romancio negli ultimi due secoli quando i nostri antenati emigravano massicciamente nel Canton Grigioni. Per il resto, come per gli altri dialetti regionali, le parole del dialetto villasco sono in larga parte di origine latina. Piuttosto poche invece, sono quelle che derivano dalle lingue nazionali europee: Tedesco, Spagnolo, Francese, Inglese o altre.
Curiosa e difficilmente spiegabile la forte somiglianza dei dialetti originali del comune di Villa con le parlate piemontesi di stampo lombardo del Novarese e dell'Ossolano, come, ad esempio; i dialetti di Pieve Vergonte e Sizzano.
Nel dialetto di Motta si nota una forte influenza dei dialetti dei due comuni confinanti, Teglio e Aprica: la caratteristica saliente di questo dialetto è la caduta della “n” finale (es. “can” → “cà”, “stradùn” → “stradù”).
Negli ultimi decenni, il dialetto sta subendo una italianizzazione sempre più evidente e una standardizzazione influenzata dai dialetti di Tirano e Sondrio.
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